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Ultimo aggiornamento: 24/09/2017
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L'epopea dei Normanni in Italia meridionale e in Sicilia (sec XI / XII)

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La straordinaria epopea dei Normanni in Italia

 Per le sue dimensioni, per alcune geniali strategie, il Regno Normanno d'Italia poteva diventare un terzo Impero, poich‚ minacciava sia il Bizantino, sia il Romano Germanico. La storia ne ha deciso diversamente, e possiamo capire la ragione del fallimento politico dei Normanni d'Italia nell'evocare una serie di situazioni e di personaggi che hanno vanificato il sogno. Tale sconfitta ha mobilitato le forze di paesi ben pił forti del Regno Normanno, ha provocato delle alleanze diplomatiche, prefigurazione della nozione moderna di superpotenza, aperto delle divisioni in seno alla Chiesa Latina e tra i suoi sostenitori. Ed č proprio dal terreno religioso che possiamo capire sia venuta maggiormente l'unanime ostilitą che non avrebbe avuto tregua se non con la sottomissione dei Normanni ai delicati equilibri sociopolitici che stavano minacciando, con una sorprendente ingenuitą.

Un sogno di pace in un'epoca di guerra.

 Partendo dai fratelli de la Quarelle, pellegrini di ritorno dalla Terra Santa nel 1028, l'opera copre tutto il periodo Normanno, fino alla commovente figura di Tancredi di Lecce nel 1194. Il racconto della storia dei Normanni d'Italia sembra un romanzo di cappa e di spada. Il ritmo č mozzafiato, con ininterrotte sorprese, capovolgimenti, tradimenti e passionali storie di corte e d'amore, con mille insidie, la genialitą di alcuni personaggi, la fellonia di tanti altri. La scansione degli eventi č data dalle battaglie, da passi della vita a corte, dalle sommosse popolari. L'atmosfera č quella di un mondo variopinto tra Musulmani, Ebrei, Cristiani d'Oriente, Ortodossi, Cristiani Romani, in un'irrepetibile commistione che ha fortunatamente lasciato un segno tutt'oggi visibile nell'architettura sacra e nobiliare, e una certa influenza nell'urbanismo e nelle scelte artistiche dei secoli successivi.

Castelli e chiese Normanni di Sicilia ancora qui a testimoniare

 La cultura arabo-bizantino-Normanna, ridotta oggi alla sola architettura, ma che risuonava allora nei mercati, nelle attivitą artigianali, in quelle portuali e della pubblica amministrazione, urtava le sensibilitą sia nel mondo Cristiano impegnato sin dal 1080, in modo diametralmente opposto, nella Crociata, detta Santa addirittura, sia nel mondo Musulmano, entrambi impossibilitati a capire questo mondo Normanno d'Italia e maggiormente di Sicilia, isola felice impegnata a costruire l'intesa tra i monoteismi che precisamente non si voleva ai vertici, nč in Vaticano, nč ad Aachen (Aix la Chapelle), nč a Costantinopoli, e nemmeno a Damasco. La realtą non č quella della magnanima eccezione Normanna troppo spesso evocata, la tolleranza religiosa, come se fosse solo un fatto di apertura mentale e culturale. Se il resto del mondo ha percepito il pericolo del tentativo Normanno, č proprio perch‚ era davvero una minaccia assoluta per lo strapotere delle Chiese interessate in questo periodo che le vede tutte alle prese con dei gravi problemi tanto all'interno quanto all'esterno. In effetti, il geniale montaggio Normanno č consistito ad elargire la libertą di culto alle rispettive comunitą, nel rispetto delle loro specificitą, indicizzandola per• a delle condizioni giudiziali ben precise. Questo aggiunto alla traduzione in latino dei testi di riferimento delle comunitą Musulmane ed Ebraiche, il loro commento con le loro elite intellettuali, ospiti a corte e spesso investiti di cariche pubbliche, ha creato questa eccezione che ancora oggi merita tutta la nostra ammirazione. E non č un caso se precisamente l'essenziale di quanto oggi porta testimonianza del brevissimo dominio Normanno (circa novant'anni, tra il 1101 e il 1194), sono precisamente i luoghi di culto ispirati a questa rivoluzionaria filosofia. Come se la posteritą, e in particolar modo la Chiesa Spagnola, espressione del trionfo Cristiano della Crociata che diventa con loro infinita, avesse voluto lasciare integra la prova fisica dell'offesa Normanna alla coscienza cristiana. Sarebbe stato cosi semplice distruggerle all'ora della Santa Inquisizione!

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